Candida Hofer

17 giugno - 8 settembre 2013

Galleria Borghese, Roma

Candida Höfer figura tra gli artisti più importanti nell’ambito della fotografia tedesca contemporanea meglio nota come “la scuola di Düsseldorf“. Nata ad Eberswalde nel 1944, dal 1975 Candida Höfer comincia un percorso artistico che la vede partecipare a diverse esposizioni internazionali, come la Documenta a Kassel nel 2002 e la Biennale di Venezia nel 2003, dove espone le sue opere nel Padiglione della Germania. Le sue opere sono presenti nelle collezioni di molti musei internazionali come il Centre Pompidou di Parigi, il Centro de Arte Reina Sofia di Madrid, la Kunsthalle di Amburgo, il Museum of Modern Art (MOMA) di New York, la Kunsthalle di Basilea. Il progetto Candida Höfer per la Galleria Borghese rappresenta un passo ulteriore, ancora più affascinante e complesso. Le foto scattate dall'artista tedesca in occasione della mostra I Borghese e l'Antico del 2011 - quando si ricostruì l'originaria collezione Borghese - permettono di immortalare la ricostruzione della Galleria Borghese al tempo immediatamente precedente la dispersione della sua straordinaria collezione, avvenuta agli inizi del XIX° secolo con Camillo Borghese, consentendo sia al pubblico generale quanto agli studiosi di rivivere e di attraversare virtualmente quegli spazi e quelle atmosfere di luci e di idee che generarono la passione e la prospettiva dei committenti.
La mostra consiste nell'esposizione all'interno del percorso museale di 7 grandi foto realizzate in quella occasione dalla Höfer.


American Chronicles: The Art of Norman Rockwell

11 novembre 2014 - 8 febbraio 2014

Fondazione Roma Musei, Palazzo Sciarra, Roma

Per la prima volta esposte in Italia oltre cento opere provenienti dalle collezioni del Norman Rockwell Museum di Stockbridge, che propongono al pubblico una retrospettiva completa dell’artista statunitense. Opere iconiche come The Runaway o The problem we all live with, che interpretano talvolta con ironia, talora con occhio accorto, settant’anni di storia americana.
Norman Rockwell, attivo dal 1913 agli anni Settanta del Novecento, contribuisce con le sue opere (riprodotte su manifesti, copertine di giornali o create per promuovere prodotti di largo consumo) a creare ed affermare su scala internazionale gli ideali della società americana.
Oltre agli oli su tela, fotografie e documenti dell’artista, in mostra sarà esposta la raccolta completa delle 323 copertine del The Saturday Evening Post, collezione unica che testimonia la quasi cinquantennale collaborazione di Rockwell con il celebre magazine.
La mostra è promossa dalla Fondazione Roma e organizzata dal Norman Rockwell Museum di Stockbridge, Massachusetts, USA e dalla Fondazione Roma Arte-Musei, in collaborazione con La Fondazione NY e la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della Città di Roma.


Edward Munch

6 novembre 2013 – 4 maggio 2014

Palazzo Ducale, Genova

Curata da Marc Restellini, direttore della Pinacotheque de Paris, che nel 2010 dedicò al maestro norvegese una straordinaria esposizione visitata da oltre 600.000 persone, la mostra è promossa dal Comune di Genova e da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, ed è prodotta da Arthemisia Group e 24ORE Cultura – Gruppo 24 ORE, già partners di Palazzo Ducale nello scorso autunno per la mostra “Mirò!Poesia e Luce”.
“Realizzare questa mostra proprio nell’anno delle celebrazioni e con le enormi difficoltà legate ai prestiti di Munch è stato un miracolo.” – dichiarano gli organizzatori – “La scommessa è stata altissima, ma vedremo opere straordinarie, concesse dai più importanti collezionisti di Munch”. E molti se ne aggiungeranno, anche per “Warhol after Munch”: una mostra nella mostra in anteprima assoluta per l’Europa, una serie di opere realizzate da Andy Warhol e ispirate alla produzione di Munch.
Il corto circuito è assicurato: l’artista dei sentimenti più oscuri interpretato dall’artista pop per eccellenza.
“Munch dipinge ciò che vede – racconta Marc Restellini – ma oltre le proprie paure ha anche una nuova visione dell’arte che è pura avanguardia e in questa mostra saranno esposte le sue opere più belle, sentite, amate e sofferte”.
Per questo motivo l’esposizione di Palazzo Ducale è allo stesso tempo rappresentativa del percorso artistico ed esistenziale di Munch, ma anche testimonianza del passaggio da un naturalismo di stampo impressionistico a una pittura nuova e audace che contribuisce in maniera determinante a sconvolgere tutta l’arte del XX secolo.
“La mostra racconta – continua Restellini – un Munch artista che potremmo in qualche modo considerare il contrario di tutto ciò che esisteva fino ad allora. Munch si oppone deliberatamente a ciò che vede e conosce. In una logica quasi anarchica, si mette in contrasto con l’impressionismo, il simbolismo, il naturalismo per inventarsi una forma di espressione artistica in rivolta contro tutto ciò che sin dalla sua infanzia gli è stato presentato come regola sociale”.